Convegni Seminario 2007 Introduzione

Michele ColasantoConvegno: "Umanizzare la società"
Università Cattolica di Milano, 20 febbraio 2007

Introduzione

Michele Colasanto - Sociologo, Professore di Sociologia delle relazioni di lavoro presso l'Università Cattolica di Milano.

I contributi di questa pubblicazione vanno interpretati come un momento di un percorso che si pone un problema di senso dell'analisi sociologica e che ritiene che un simile problema non è un limite, un condizionamento al rigore scientifico della ricerca, ma piuttosto, alla luce degli esiti della post-modernità, un possibile punto di forza.

Le grandi narrazioni della tradizione sociologica non hanno perso il loro significato fondativo, sotto il profilo metodologico ed epistemologico. E tuttavia queste narrazioni, pur con eccezione come Weber, hanno proposto un punto di vista sistemico che talvolta è parso ridurre gli individui a variabili dipendenti condannati dalla cogenza normativa della società-società a comportamenti condizionati da semplici - si fa per dire - prescrizioni di ruolo.

Per altro verso i filoni di pensiero critici di questo approccio sono si particolarmente interessati a riscattare il valore, ai fini della spiegazione della società, degli individui stessi; ma a loro volta sono parsi ridurre la realtà sociale a un insieme di rapporti interpersonali frammentati e dispersi, tali da produrre nei casi estremi una "verità" sociale relativa, volta a volta "inventata" o negoziata.

Sono, queste, rappresentazioni estreme e ovviamente stereotipate di una complessità di traiettorie di ricerca dove non mancano certo i tentativi di mediazione tra individuo e società.

Si è già ricordato Weber, ma si potrebbe citare Simmel o l'individualismo metodologico di Boudon.

E tuttavia spesso emerge in modo ricorsivo, un quesito per più aspetti cruciali, che riguarda il tema fondamentale delle relazioni sociali: più precisamente se e quanto il valore esplicativo di questa relazione è condizionato o al contrario non possa dipendere dalla possibilità di immaginare relazioni di valore. La più recente e appassionata sociologia critica di un Baumann o di un Beck vanno in questa direzione, che in modo più fecondo, oltre la denuncia, percorrono autori come Donati o Boltanski o Archer o il Soroki di "The power of the love".

Le prospettive sono diverse, ma un filo rosso sembra comune e, per quanto è possibile proporlo qui in estrema sintesi, questo filo rosso si identifica con una ricerca che si addensa su di una specificità data per scontata propria di tutte le società, e cioè che queste società sono umane. Non a caso categorie come responsabilità, interdipendenza, rispetto, riconoscimento di sé nell'altro, la differenza come valore, conversazione interiore, evocano per l'appunto, una sociologia "umana" che in qualche modo è costretta paradossalmente a rifondarsi a partire da una relazione sociale che ha senso sociologico se e per quanto ne riconosce la natura pre-sociale.

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